2Breve descrizione dell'orto
Chi giunge nella valle del Fus di Ome, dove è ubicato l’Orto Botanico delle conifere, si trova di fronte un paesaggio dove l’incontro con l’uomo sembra appena avvenuto. Occorre molta attenzione e vista acuta per scoprire antichissime tracce e segni di laboriosità agreste appartenente ai tempi ormai remoti, dove il tempo e la foresta, come pazienti tessitori, hanno calato un velo fatto di alberi e arbusti. L’idea della progettazione di un Orto botanico era grande, affascinante per chi sa accettare e lasciarsi conquistare dalle sfide liriche. Quanto impegno è stato messo, allora, dalle persone che lo hanno realizzato.
E’ proprio in località “Pradizì del Paradis” dove si sono incontrati la scienza, la politica, il pensiero e il lavoro, e scoprire che tutti insieme si aveva un grande obbiettivo: creare bellezza.
Nell’orto botanico esistono sette famiglie di conifere (Pinacee, Taxodiacee, Cupressacee, Taxacee, Cefalotaxacee, Araucariacee, Podocarpacee), le specie presenti sono 82 e ognuna è rappresentata da almeno due esemplari.
L’orto Botanico si raggiunge con una piacevolepasseggiata di circa 20 minutipartendo dalla frazione Valle. Si può raggiungere solamente a piedi: è d’obbligo lasciare traffico, rumori e ansie. L’orto Botanico per il suo carattere dimostrativo, contribuisce ad avvicinare il visitatore al mondo delle piante e a destare rispetto per la natura. Svolge attività di conservazione delle piante minacciate e porta avanti progetti di reintroduzione in natura di specie a rischio.
E’ visitato da numerose scolaresche, che giungono al seguito d’insegnanti e di operatori didattici, e da un pubblico attirato dalla bellezza dell’Habitat riprodotto.
L’orto didattico propone percorsi didattici di educazione ambientale per le scuole, attività ed eventi per il pubblico, diversi in ogni stagione, e tra le diverse specie presenti.
L’orto Botanico è assistito tutto l’anno dai volontari della protezione civile di Ome e Monticelli Brusati e dal Curatore (nonché consigliere dello stesso gruppo di Protezione Civile)
10Storia dell'orto botanico
Nel biennio 1994-1995 il Comune di Ome ottiene dei fondi regionali e incarica il Gruppo Micologico del taglio del bosco in località Val Fredda.
Nel 1996 iniziano i lavori di bonifica del terreno in frazione Valle, località Pradizì, fino a quel momento usata come discarica abusiva di materiali inerti. Contestualmente parte l’attività di reperimento delle piante e la prima messa a dimora.
L’inaugurazione pubblica del parco si svolge il 18 giugno del 2000.
Nel 2001 si pubblica il libro LE CONIFERE COLTIVATE – Riconoscimento, mito, storia, leggenda, Maria Bianchetti e Antonio De Matola, Regione Lombardia, Comune di Ome, Comunità Montana del Sebino Brescia.
Il 3 giugno 2006 si svolge nel parco la festa in ricorrenza del primo decennale, con lo spettacolo teatrale notturno di ombre e musica “Kuma e Amuk” in collaborazione con l’Accademia Musicale di Ome, il Comune di Ome, la Protezione Civile, il Gruppo Alpini, l’Istituto Comprensivo di Ome/Monticelli Brusati (Scuola Elementare di Ome), la Corale della Parrocchia S. Stefano, l’Associazione Nazionale Carabinieri, l’A.G.E e la Contrada della Valle.
Per due volte consecutive è stato nominato Antonio De Matola quale curatore per provvedere, coordinare ed organizzare le attività e le iniziative connesse all’Orto Botanico, seguendo gli indirizzi degli organi comunali.
Nel corso degli anni è stata richiesta la partecipazione a convegni tenuti in varie Università, Enti Parco Regionali lombardi o di altre regioni, Orti Botanici lombardi, Associazioni culturali, Istituti Comprensivi Scolastici, Province e Comuni di Lombardia, Centri di Educazione Ambientale.
Degli inviti a tenere conferenze sono stati avanzati anche dall’Ateneo di Brescia.
Negli ultimi anni ci si è avvalsi della collaborazione della Protezione Civile di Ome per i lavori inerenti alla sostituzione di alberi, delle targhette, dei cestini e del fissaggio dei tavoli, della potatura delle siepi, dell’arginatura e pulizia del torrente Gandovere, della messa in sicurezza di pareti rocciose, del rifacimento e delle pulizie del laghetto, dell’impianto stabile di irrigazione, della manutenzione straordinaria a seguito nevicata, della sostituzione del cancello in ferro e legno, del taglio di un pezzo di bosco adiacente, dei lavori di assestamento di una frana.
Nel corso degli anni sono state messe a dimora alcune piante in memoria di parenti o amici deceduti, altri alberi sono stati donati da Associazioni culturali o Scuole quale riconoscenza della disponibilità prestata.
Dal 2002 al 2010 sono state messe a dimora ulteriori piante per abbellire, sostituire o arricchire l’Orto Botanico di nuove essenze.
In gruppi vari o persone singole, dall’apertura avvenuta nel 1996 ad oggi, è impossibile quantificare le persone che hanno visitato l’Orto Botanico dato che l’ingresso è libero e aperto ogni giorno dell’anno.
Numerose sono state le scolaresche, partendo dalla Scuola Materna fino alle Superiori (da più parti della nostra provincia o di altre città) che hanno potuto conoscere e studiare le essenze presenti. In questi casi quasi sempre l’esperienza ha dato seguito a pubblicazioni scolastiche.
E’ stato visitato da persone straniere e studenti cinesi, docenti universitari, associazioni sportive e culturali, delegazioni nazionali ed internazionali di Legambiente.
Anche le G.E.V. della Comunità Montana del Sebino Bresciano hanno accompagnato, negli anni, persone interessate alla sua conoscenza.
Riviste, televisioni locali e non si sono interessati di questo particolare Orto Botanico che perfino Mario Rigoni Stern definì “un gioiello unico in Europa”.