La facciata presenta uno stemma degli Avogadro e due lapidi romane all’ingresso.
Internamente conserva affreschi del ‘400, tra cui una “Madonna in trono con il Bambino e i santi Martino vescovo e Caterina d’Alessandria” datata 1474.
Un affresco piuttosto enigmatico raffigura due schiere di orsi armati (neri e bianchi) legati a lotte – forse guelfi vs ghibellini – ambientate in Valle Trompia.Leggi tutto ⇩
2) Composizione del Palazzo
Il palazzo si compone di due blocchi principali:
la parte settentrionale, con la torre?casa, probabilmente del XIII secolo.
la parte sud ? palazzo vero e proprio ? con elementi risalenti al XV secolo e modifiche anche nei secoli successivi.Leggi tutto ⇩
L’edificio non è aperto in orario fisso continuato come un museo tradizionale: si può accedere durante eventi, mostre o iniziative culturali allestite al suo interno.
Per gruppi o visite specifiche, è consigliato prenotare in anticipo tramite l’Ufficio Cultura del Comune.
Verifica sempre gli orari attuali della mostra in corso, poiché “aperto” può significare “in occasione della mostra”.Leggi tutto ⇩
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Storia
1) linea del tempo
Età romana (1°?sec.?d.C. circa) Presenza di due lapidi romane poste all’ingresso del palazzo L’edificio testimonia “lo stratificarsi di epoche storiche diverse”.
XIII?secolo Costruzione della casa?torre (parte settentrionale) della famiglia Avogadro Funzione residenziale e difensiva.
XV?secolo Espansione e costruzione del “palazzo” vero e proprio (parte sud) La parte più antica del palazzo risale al XV secolo.
1474 (27 dicembre) Realizzazione dell’affresco “Madonna in trono con il Bambino e i santi Martino vescovo e Caterina d’Alessandria” Interno: testimonianza artistica della fase tardo?medioevale.
XVII?XVIII?secolo Ulteriori ampliamenti/modifiche; presenza di elementi barocchi (es. grande portale bugnato) Le manomissioni succedute nei secoli.
Fine XIX?secolo Trasformazione dell’edificio: parte destinata a ricovero per mendicanti/malati, successivamente orfanotrofio femminile e scuola materna Gli Avogadro, in condizioni economiche più difficili, cedono parte dell’edificio. comune.sarezzo.bs.it
2007 Acquisto da parte del Comune di Sarezzo Il palazzo diviene proprietà comunale e viene adibito a sede espositiva per mostre e iniziative culturali.
XXI?secolo (attuale) Uso come spazio espositivo/museale Ospita mostre d’arte, eventi culturali: per esempio la mostra “La mia Musa” nel 2025.Leggi tutto ⇩
2) Utilizzo attuale
Oggi il palazzo è proprietà del Comune di Sarezzo ed è utilizzato come sede espositiva per mostre e iniziative culturali.
Eventi tipici: ad esempio mostre d’arte contemporanea (“La mia Musa” di Daniela Scanu) sono state ospitate nel 2025.
L’ufficio servizi culturali del Comune lo segnala come “spazio espositivo proprio” con sale al primo e secondo piano, e sala “torretta”Leggi tutto ⇩
3) Le origini
la famiglia Avogadro era una famiglia nobiliare che, sin dal 1200 circa, in qualità di “Avogadri” (o “de Advocatis”) aveva incarichi di amministrazione dei beni ecclesiastici nella zona.Leggi tutto ⇩
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Telefono
1) 030?8936274
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Tipologia
Antico palazzo nobiliare, con funzione residenziale e difensiva nella sua origine.
È uno degli edifici medio?evali più prestigiosi della Valle Trompia.
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