Luogo in cui vennero ritrovate le ossa si santa Rosalia
E arriviamo al 26 maggio 1624, quando una donna (Girolama Gatto) ridotta in fin di vita, vide in sogno una fanciulla vestita di bianco, che le prometteva la guarigione se avesse fatto voto di salire sul Monte Pellegrino per ringraziarla. La donna salì sul monte con due amiche, era di nuovo in preda alla febbre quartana, ma appena bevve l’acqua che gocciola dalla grotta, si sentì guarita, cadendo in un riposante torpore e qui le riapparve la giovane vestita di bianco, ravvisata come in s. Rosalia, che le indicò il posto dove erano sepolte le sue reliquie. La cosa venne riferita ai frati eremiti francescani del vicino convento, i quali già nel Cinquecento con il loro superiore s. Benedetto il Moro (1526-1589), avevano tentato di trovare le reliquie senza riuscirvi, quindi ripresero le ricerche, aiutati da tre fedeli, finché il 15 luglio 1624 a quattro metri di profondità, trovarono un masso lungo sei palmi e largo tre, a cui aderivano delle ossa. Per ordine del cardinale arcivescovo di PLeggi tutto ⇩
Zoom su mappa
Vedi Mappa
Luogo in cui visse la santa
la santa, a vent'anni, nel 1149, dopo aver trascorso sette anni di eremitaggio nella grotta della Quisquina, essendo stata scoperta da alcuni abitanti del posto, si trasferì a Bivona, poiché essa faceva parte dei possedimenti paterni (Sinibaldi domini Quisquinae et Rosarum, signore della Quisquina e del Monte delle Rose, il monte che sovrasta Bivona). Rosalia, "signora della Terra di Bivona", visse in paese per cinque anni presso una grotta inserita all'interno di un bosco di querce, attraversato dal fiume Alba, lo stesso che tuttora trascorre nel sottosuolo, davanti la Chiesa di Santa Rosalia.
Ma oggi di quel bosco è rimasto solo un ceppo della quercia dove la Santa era solita fermarsi per pregare e trovare rifugio: questo segno è visibile attraverso un'apertura con vetro posta vicino all'ingresso della Chiesa.Leggi tutto ⇩
Zoom su mappa
Vedi Mappa
grotta della Quisquina
Rosalia, guardandosi allo specchio, vedeva il volto sofferente di Gesù Cristo. Secondo quest'ultima tradizione, la santa, a vent'anni, nel 1149, dopo aver trascorso sette anni di eremitaggio nella grotta della QuisquinaLeggi tutto ⇩
Zoom su mappa
Vedi Mappa
Città di nascita di Santa Rosalia
Leggi tutto ⇩
8
video sul santo
Il Santo del giorno - 4 Settembre : S. Rosalia
Leggi tutto ⇩
Santa Rosalia - YouTube
Leggi tutto ⇩
9
Vita in Breve
Vergine eremita del XII secolo, santa Rosalia è divenuta patrona di Palermo nel 1666 con culto ufficiale esteso a tutta la Sicilia. Figlia di un nobile feudatario, Rosalia Sinibaldi visse in quel felice periodo di rinnovamento cristiano-cattolico, che i re Normanni ristabilirono in Sicilia, dopo aver scacciato gli Arabi che se n'erano impadroniti dall'827 al 1072, favorendo il diffondersi di monasteri Basiliani e Benedettini. In quest'atmosfera di fervore e rinnovamento religioso, s'inserì la vocazione eremitica della giovane che lasciò la vita di corte e si ritirò in preghiera in una grotta sul monte Pellegrino, dove, secondo la tradizione, morì il 4 settembre 1160. Nel 1624, mentre a Palermo la peste decimava il popolo, lo spirito di Rosalia apparve in sogno ad una malata, e poi ad un cacciatore. A lui Rosalia indicò la strada per ritrovare le sue reliquie, chiedendogli di portarle in processione per la città. Così fu fatto: e dove quei resti passavano i malati guarivano, e la città fu purificata in pochi giorni. Da allora, a Palermo, la processione si ripete ogni anno. Rosalia, fu inclusa nel Martirologio romano nel 1630 da Papa Urbano VIII. (Avvenire)
13
Frasi e scritti del santo
1) epigrafe, ritrovata nella grotta di Quisquina
«Io Rosalia figlia di Sinibaldi, signore della Quisquina e delle Rose, per amore del mio Signore Gesù Cristo decisi di abitare in questa spelonca»Leggi tutto ⇩
14
Preghiera per chiedere delle Grazie per intercessione
1) scritta dal Cardinal Giovanni Rossi, Vicario di Milano (27 giugno 1917) O Ammirabile Santa Rosalia, tu ti applicasti a tutti i rigori della più aspra penitenza nella solitudine di una spelonca, per amore di Gesù, tuo sposo, impetra a noi tutti la grazia di saper abbracciare con fortezza le ribelli passioni e perdonare sempre a quanti ci offendono. Ottienici dal Signore Gesù di riempirci del suo Amore, per essere pronti a soccorrere quanti soffrono nel corpo e nello spirito e raggiungere così il santo Paradiso. Amen.