Santi e Beati, luoghi e vita di Beata Teresa Bracco
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Santi e Beati, luoghi e vita di Beata Teresa Bracco (Santi e Beati, luoghi e vita di)

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Luoghi legati al Santo

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Chiesa in cui sono i suoi resti mortali

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Cimitero in cui fu sepolta

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Casa Natale Beata Teresa Bracco

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Bosco in cui fu uccisa Teresa Bracco il 29 Agosto 1944

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video sul santo

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Vita in Breve

Visse la vita semplice dei campi, distinguendosi per virtù familiari, per pietà e per rara modestia cristiana. La sua maturazione spirituale avviene sotto la guida del parroco don Natale Olivieri. San Domenico Savio, di cui era devota, le suggerisce la decisione suprema: "Piuttosto che fare peccato, mi faccio ammazzare". Il rastrellamento tedesco del 28 agosto 1944 le offre l'occasione di realizzare l'eroico proposito. Sequestrata da un militare tedesco, tenta prima di eluderne i brutali intenti portandolo in prossimità di abitazioni e, impedita, preferisce rinunciare alla vita piuttosto che perdere la virtù così gelosamente custodita per amore di Dio. La trovano cadavere martoriato il 30 di agosto. Papa Giovanni Paolo II l'ha dichiarata Beata il 24 maggio 1998 durante una solenne celebrazione a Torino. Le sue spoglie riposano nel Santuario della Frazione Santa Giulia, nel comune di Dego (SV). La Diocesi di Acqui Terme e la Regione Pastorale Piemontese fanno memoria della Beata Teresa Bracco in data 30 agosto, mentre il suo nome è citato dal Martyrologium Romanum nell'anniversario della morte, il 29 agosto.
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Opere del Santo

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Frasi e scritti del santo

1) Riguardo alla purezza

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Martirio

Era il 28 agosto 1944.
Guidati dai tré Ufficiali della T.O.D. i Tedeschi giungono in forze a Santa Giulia, credendola roccaforte deiPartigiani.
Ma questi già si erano spostati altrove.
I pochi rimasti a presidio, di fronte a forze preponderanti tedesche, dopo alcuni spari, abbandonarono il paese.
La popolazione del centro e della borgata Sanvarezzo, abbandonando pieni di spavento le abitazioni, si rifugiarono nei boschi.
Arrivarono inferocite le pattuglie tedesche, sparando all'impazzata, senza trovare alcuna resistenza.
Erano determinati a vendicarsi, a punire la popolazione, che era del tutto incolpevole.
Due famiglie rimasero nel paese.
Non ci fu pietà.
I Tedeschi trascinarono i membri di queste due famiglie sulla piazza della chiesa minacciando con forza eurlando parole incomprensibili.
Intanto entrarono nelle case, le svaligiarono, asportando e distruggendo ogni cosa, passando in ogni casa, in ogni stanza, senza risparmiare nulla.
Era il 28 agosto 1944.
Resterà questa data memoranda nella storia di Santa Giulia. Data tristissima e sublime.
Come segugi inviperiti alcuni militari tedeschi si spingono nei boschi sparacchiando per intimorire e snidare.
Cercano i rifugiati e vogliono snidarli.
Li scovano: sono quasi tutti della borgata Sanvarezzo. Li catturano, li minacciano e poi li rinchiudono nella casa di Astesiano Pietro.
Li tengono come ostaggi, strappando tutto quello che
avevano addosso di denaro e di oggetti. E' una rabbia inferocita, selvaggia.
Erano chiari i loro intendimenti libidinosi di violenza sessuale.
Tutti sono terrorizzati.
Prelevano anche Teresa Bracco, di 20 anni, bella e ro-
busta. Un militare tedesco (sembra forse un graduato) la sospinge nel bosco, in un posto appartato. Passa un po' di tempo, come un incubo.
Quando tutti si ritrovano, manca Teresa Bracco. Lei non torna, non tornerà più.
Ha resistito alla feroce bestiale violenza, si è difesa, ha lottato fino all'ultimo.
Rimase fedele, fino all'eroismo, alle sue parole: "Piuttosto che cedere, preferisco morire uccisa".
Teresa "l'indomabile" ha cercato di trascinare fuori della macchia boschiva, ove era stata sorpresa con gli altri,
l'energumeno nella speranza di poter giungere nella zona "Pian della Cigliegia" per trovare aiuto da una famiglia.
Qui il tedesco s'accorge del raggiro e nel primo tratto aperto del bosco, schiaccia a terra la ragazza per godersela ma non c'è stato verso. La fanciulla fu più forte e
vinse la grande battaglia della purezza.
Per amore della virtù sacrificò la vita.
Fu ritrovata qualche giorno dopo, nel bosco, col collo segnato tutto attorno da una striscia rosso-nerastra,segno evidente che una mano di energumeno impoten-
te ed inferocito di fronte alla resistenza della fanciulla la strinse fortemente per non lasciarla gridare, per farle capire che lui era il "padrone", il vincitore, che non sop-
portava alcun rifiuto.
E strinse tenacemente il rude militare fino a soffocarla.
Fu trovata coi segni della violenza brutale subita e della resistenza vittoriosa opposta.
La giovane ventenne vinse il furioso brutale soldato.
Ha vinto la purezza.
Ha trionfato la virtù.
Teresa Bracco fu anche finita con un colpo di arma da fuoco, che le trapassò la mano destra, il petto, il polmone. Il bruto le sferrò anche un calcio col suo scarpone
ferrato e le sfondò il cranio.
Chiara prova che evidenzia la barbara feroce vendetta, ma che esalta e testimonia la tenace resistenza dellagiovane martire, che difese l'integrità della sua giovinezza pura fino alla morte.
I tedeschi bruciarono case, fienili, asportando ogni cosa.
Alla sera di quel tristissimo 28 agosto 1944 comparve un aereo inglese, che mitragliando disperse i soldatitedeschi: così gli ostaggi fuggirono un po' dovunque.


( Tratto dal libro “Teresa Bracco” di Mons.Giovanni Galliano)

(Sergio Rapetti)
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Preghiera per chiedere delle Grazie per intercessione

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Parole sul Santo

1) Papa Giovanni Paolo II, a Torino, nel 1998, in visita alla Sindone

2) don Alfredo Vignolo, parroco a Cassine nella diocesi di Acqui Terme.

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Precesso di beatificazione

1) Sentenza del Tribunale ecclesiastico

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Racconti di testimoni

1) Le parole degli amici e parenti

2) Il suo parroco don Natale Olivieri

3) Una delle sue compagne più strette

4) Una sua compagna di rapimento

5) Le sorelle

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categorie

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Comuni ai quali questa realtà appartiene

Foto di Comune di Dego